Henri Bergson

BERGSON

Henri Bergson appartiene alla corrente dello spiritualismo (seconda metà dell'Ottocento). Lo spiritualismo costituisce la prima tra le varie forme di reazione al positivismo: è una reazione suggerita da interessi prevalentemente religiosi e morali e diretta a utilizzare per il lavoro filosofico: l'auscultazione interiore o coscienza (strumento che il positivismo aveva completamente trascurato). Con lo spiritualismo si registra un ritorno alla filosofia soprattutto di Agostino, ma anche di Cartesio e di Pascal, con cui Bergson condivide una salda formazione di tipo scientifico.


MATERIA E MEMORIA

In "materia e memoria" Bergson esplora il rapporto tra sfera fisica e psichica: se il fluire dei nostri atti psichici è un continuum, anche la differenza tra presente e passato diviene più incerta.

A questo proposito Bergson distingue tre aspetti della memoria:

  • Il ricordo puro o memoria pura - è la coscienza stessa che costituisce il deposito di tutti ricordi passati e che registra automaticamente ciò che viviamo pur non avendone consapevolezza. Il ricordo pure dunque rappresenta l'intero nostro passato che ci accompagna in ogni momento anche se non ce ne rendiamo conto.
  • il ricordo-immagine - è l'atto con cui il nostro passato si concretizza nel presente, anche se a frammenti, quindi sono delle piccole porzioni del nostro passato che emergono come immagini nel presente. Il ricordo-immagine si basa su automatismi ed ha scopi pratici; ci permette di attingere a schemi di azione imparati e ripetuti nel passato.
    La coscienza, pur essendo memoria, non è sempre ricordo infatti, anche se non utilizziamo il nostro passato o esso non è presente nella nostra mente, lui non si perde mai ed è sempre virtualmente disponibile in modo inconscio.
    Paradossalmente la memoria è più oblio che ricordo (inconscio freudiano).
  • la percezione - la facoltà che ci lega al mondo esterno e ha la funzione di selezionare i dati che sono più utili ai fini della nostra vita concreta.
    Per Bergson "il corpo, tramite la percezione ha la funzione di limitare, in vista dell'azione, la vita dello spirito".

Memoria e percezione corrispondono ai due estremi dello spirito e del corpo:

  • la memoria comprende la totalità della vita vissuta
  • la percezione si concentra sul presente e sulle necessità pratiche portando alla luce solo
    quella parte di totalità utile in quella circostanza.

Per questo motivo, una percezione isolata (un suono, un odore, immagini) può essere occasione del riaffiorare del ricordo, cioè può far emergere quella memoria profonda che è sotto il livello di consapevolezza.

Con la teoria della memoria e della percezione, Bergson supera la dicotomia tra interiorità ed esteriorità, tra mondo dello spirito e mondo fisico: essi non sono che i poli opposti della nostra coscienza.


LO SLANCIO VITALE E L'EVOLUZIONE CREATRICE

Ne "L'evoluzione creatrice", Bergson approfondisce la continuità tra la vita biologica e quella della coscienza -> in entrambe scorre un'incessante forza vitale.

Secondo il filosofo la vita si origina da un unico impulso iniziale detto slancio vitale -> un'energia che crea di continuo in modo imprevedibile, perché libera, e non necessitata una grandissima varietà di forme. Essa non è scomponibile né reversibile, ma, come la durata della vita della coscienza, implica la conservazione integrale del passato nel suo sviluppo.

Ogni momento e ogni istante comprendono sempre quelli precedenti: si tratta di un impulso spirituale e invisibile che trabocca nel mondo concepito come un unico organismo vivente di cui tutte le cose e gli individui sono partecipi.

Questo slancio si espande nell'universo in ogni direzione, ma con un'intensità variabile -> questo spiega la differenziazione degli esseri e delle specie (soprattutto quella tra animali e vegetali).

Animali e vegetali, anche se appartengono a due specie completamente diverse, nascono dallo stesso slancio vitale (è solo uno) - per questo si possono trovare analogie tra animali e vegetali.

Il processo evolutivo non è finalizzato a qualcosa → la vita è creatività libera e imprevedibile.

Lo slancio vitale è possibilità di divenire tutte le cose che gradualmente si attualizza e si specifica.

A questo proposito Bergson paragona la vita dell'universo all'esplosione di un proiettile in 1000 pezzi che a loro volta esplodono in altri frammenti: ognuno di noi è uno di questi frammenti.

Avremmo potuto essere qualcosa di diverso, ma ci siamo sviluppati in questo modo non perché a qualcuno serviva che ci sviluppassimo così, ma per semplice libertà dell'energia vitale.







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